Unificazione IMU-TASI

Unificazione IMU-TASI

Dal 2020 introdotta nuova IMU, eliminate IUC e TASI

La Legge di Bilancio 2020 ha istituito la nuova IMU, sopprimendo la IUC nelle sue componenti dell’IMU e della TASI, lasciando in vita la sola TARI, al fine di eliminare una ingiustificata duplicazione di tributi sulla medesima base imponibile. 

La nuova IMU 2020 mantiene l’esenzione già prevista per IMU e TASI per la prima casa, definita come abitazione principale, nonché alle pertinenze di categoria catastale C2, C6 e C7. 

Non è più prevista, invece, l’esenzione per l’unità immobiliare disabitata a titolari di pensioni estera iscritta all’AIRE. 

Nessuna modifica sulle scadenze: anche la nuova IMU si paga in due rate, il 16 giugno e il 16 dicembre di ciascun anno.

Si evidenzia che in sede di prima applicazione dell’imposta la prima rata è pari alla metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per il 2019. 

L’aliquota massima, tranne che per i rurali strumentali e gli immobili merce, è l’1,06%. 

Una novità di rilievo è che l’aliquota della nuova IMU può anche essere del tutto azzerata, salvo che per i fabbricati di categoria D. 

Accanto alle esenzioni totali del pagamento delle imposte, la Legge di Bilancio conferma per la nuova IMU le agevolazioni e riduzioni da applicare in sede di calcolo. 

Peraltro, anche a partire dal 2020, è confermata la riduzione del 50% per la casa concessa in comodato d’uso gratuito tra genitori e figli.

La stessa agevolazione si applica anche agli immobili inagibili ed inabitabili. 

Occorre altresì sottolineare due aspetti importanti:

  • Per il 2020 i comuni potranno approvare le delibere concernenti le aliquote e il regolamento della nuova IMU anche oltre il termine di approvazione del bilancio di previsione 2020-2022 ma comunque entro il 30.6.2020, con effetto a decorrere dall’1.1.2020.
  • Dal 2022 è riconosciuta l’esenzione della nuova IMU per i fabbricati rurali costruiti e destinati dall’impresa alla vendita. 

A decorrere dal 2022 l’IMU relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa/lavoro autonomo mentre è indeducibile ai fini IRAP. 

Per il 2020-2021 tale deduzione è ammessa nella misura del 60%. 

Dal 2019 è possibile ravvedersi anche per i tributi locali fino a quando non è scaduto il termine dell’accertamento; pertanto, nel 2020 sarà ammessa la regolarizzazione dei ritardati o omessi versamenti IMU del 2016. 

 

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto la disciplina della dilazione

In assenza di regolamenti comunali il debitore in difficoltà potrà chiedere la dilazione del pagamento, con una rateazione che va da un minimo di 4 rate a un massimo di 72 rate mensili, a seconda del debito.

Si decade con il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, nell’arco di sei mesi, previo sollecito da parte del riscossore, non potendo più in questo caso rateizzare nuovamente il debito residuo. 

 

Dott.ssa Sara Serena 

nexus

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