Superbonus anche per immobili detenuti in comodato

Superbonus anche per immobili detenuti in comodato

Costituisce titolo idoneo alla maxi-detrazione anche il contratto di comodato d’uso gratuito, se registrato prima di effettuare gli interventi.

Anche il comodatario può godere delle detrazioni fiscali nella misura del 110% per gli interventi di riqualificazione energetica ed anti-sismica effettuati su immobili oggetto del contratto di comodato, nel rispetto ed in presenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

La spettanza del diritto alla detrazione è stata ribadita dall’Agenzia Entrate in risposta all’interpello (9 settembre 2020, n. 327) avanzato da un contribuente, il quale chiedeva chiarimenti circa la possibilità di godere delle agevolazioni fiscali di nuova introduzione in relazione all’installazione di una pompa di calore in sostituzione del vecchio generatore presente nell’immobile detenuto non in qualità di proprietario, bensì in forza di contratto di comodato d’uso gratuito.

L’Amministrazione Finanziaria rispondeva citando la Circolare 24/E di recente emanazione (8 agosto 2020), attraverso la quale vengono forniti chiarimenti circa l’ambito soggettivo di applicazione delle disposizioni di cui agli artt. 119 e ss. D.L. 34/2020 cd. Rilancio, istitutivo della disciplina del SuperBonus.

L’Agenzia Entrate precisava i requisiti da rispettare per poter godere del beneficio, ossia:

  • l’effettivo sostenimento delle spese da parte del soggetto beneficiario;
  • il possesso o la detenzione dell’immobile “oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo, al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio”;
  • consenso del proprietario dell’immobile all’esecuzione dell’intervento.

Ne discende, ai fini di regolarità del titolo detentivo, che il contratto di comodato d’uso gratuito venga o debba essere stato registrato precedentemente all’inizio dei lavori o alla corresponsione di eventuali acconti, così come risultante da titoli abilitativi all’effettuazione dei lavori o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi del D.P.R. 445/2000. A nulla rileva un’eventuale regolarizzazione mediante successiva registrazione; in tal caso, il diritto alla detrazione rimane precluso, non potendosi in tal modo garantire la certezza del rapporto tributario.

Il comodatario beneficia delle detrazioni indipendentemente dalla situazione fiscale del proprietario e dal fatto che questi possa fruire di detrazioni per interventi analoghi realizzati su altre unità immobiliari a lui intestate.

Da ultimo, si segnala che, qualora il beneficiario delle detrazioni sia il familiare del possessore o del detentore dell’immobile (coniuge, componente unione civile o convivente di fatto, parenti entro il terzo grado o affini entro il secondo grado) per lavori effettuati su immobili a disposizione nei quali possa esplicarsi la convivenza, non è necessaria la stipula di un contratto di comodato d’uso gratuito, essendo sufficiente la sola dichiarazione sostitutiva di convivenza alla data di inizio lavori o, se antecedente, al momento di sostenimento delle relative spese.

Dott. Marco Martinenghi

Dottore Commercialista

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