Il ruolo del professionista nella crisi di impresa

Il ruolo del professionista nella crisi di impresa

La procedura di allerta (artt. 13 e 14 CCII)

Un ruolo centrale è attribuito all’organo di controllo nella segnalazione agli amministratori dell’esistenza di fondati indizi di crisi, rappresentati dagli indicatori finanziari, economici e patrimoniali che saranno elaborati con cadenza almeno triennale dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Qualora tali indici facciano presumere l’esistenza dello stato di crisi, l’organo di controllo dovrà sollecitare agli amministratori l’assunzione di idonee iniziative e, in caso di inerzia, dovrà procedere alla segnalazione all’OCRI. La tempestiva segnalazione iniziale, seguita dall’approdo all’OCRI, esonera da responsabilità solidale per le conseguenze pregiudizievoli derivanti dalle azioni od omissioni degli stessi.

La procedura di allerta potrà disinnescarsi in presenza di crediti dell’impresa verso le pubbliche amministrazioni, scaduti da oltre novanta giorni, con l’asseverazione di un professionista che attesti che il loro incasso determinerebbe il mancato superamento delle soglie rilevanti per la segnalazione all’OCRI; inoltre, l’impresa potrà far attestare la maggior coerenza alla propria situazione di indicatori alternativi rispetto a quelli elaborati dal CNDCEC.

Accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 57, comma 4, art. 54 comma 3, art. 63, comma 1 CCII)

Un professionista indipendente deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità economica e giuridica dell’accordo, nonché l’idoneità dello stesso e del piano ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei.

Inoltre, nella fase che precede la sottoscrizione di un accordo di ristrutturazione, possono essere richiesti i provvedimenti che prevedono il divieto di avvio o prosecuzione di azioni cautelari o esecutive sul patrimonio del debitore, purché sia depositata una proposta di accordo corredata dalla dichiarazione dell’imprenditore circa la sussistenza di trattative con i creditori che rappresentano almeno il sessanta per cento e, soprattutto, da una attestazione di un professionista indipendente circa l’idoneità dell’accordo ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei alle trattive o che hanno negato la propria disponibilità a trattare.

Da ultimo – novità della riforma – la possibilità di concludere un accordo con transazione fiscale anche in assenza di adesione dell’Amministrazione finanziaria, in presenza di una attestazione di convenienza della proposta rispetto a quanto ritraibile dalla liquidazione giudiziale.

Concordato preventivo (art. 85, comma 7, art. 87, comma 2 e 3, art. 88 comma 1 e 2, art. 90 comma 5, art. 95 comma 2 e 4, art. 99 comma 3, art. 100 comma 1 e 2 CCII)

È necessaria un’attestazione professionale a partire dal ricorso introduttivo, circa la veridicità dei dati e la fattibilità del piano; la prima delle due attestazioni, in esito alla Riforma, potrà essere svolta anche dagli OCRI, su richiesta del debitore. Qualora nel piano si preveda la falcidia dei privilegiati, sarà un attestatore indipendente ad asseverare che tali creditori sono soddisfatti in misura non inferiore a quanto realizzabile dalla vendita a valori di mercato in caso di liquidazione; tale attestazione sarà da produrre anche in caso di falcidia del credito tributario e contributivo nella transazione fiscale.

Riguardo, poi, alla disciplina delle offerte concorrenti, le stesse non saranno ammissibili nel caso in cui un professionista indipendente attesti che la proposta di concordato garantisce almeno il trenta per cento dei chirografari. Ed ancora, nel concordato in continuità sono necessarie specifiche attestazioni per partecipare ad appalti pubblici, per pagare debiti per prestazioni anteriori alla procedura e per ottenere finanziamenti funzionali al miglior soddisfacimento dei creditori.

Il sovraindebitamento per le imprese minori e i privati

La novità più importante della riforma è che nelle procedure da sovraindebitamento la nomina dell’attestatore è sempre facoltativa. Il ruolo del professionista nella crisi da sovraindebitamento è comunque ancora più centrale e poliedrico, dovendo lo stesso assolvere ad una triplice funzione: consulente del debitore, garante nei confronti del Tribunale e dei creditori circa l’attendibilità della proposta, ausiliario nella gestione del procedimento e nell’esecuzione.

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