Mediazione tributaria, dal 2 marzo la presentazione del reclamo diventa condizione di procedibilità

Mediazione tributaria, dal 2 marzo la presentazione del reclamo diventa condizione di procedibilità

Lavori in corso sulla mediazione tributaria. A circa due anni dal debutto, la legge di stabilità apporta un primo restyling a quello che dovrebbe diventare un importante strumento di deflazione del contenzioso tra Fisco e contribuenti per le controversie minori (fino a 20.000 euro di imposta). 
L’articolo 1, comma 611, lettera a) della legge 147/2013 ha apportato alcune modifiche degne di nota all’articolo 17-bis del Dlgs 546/1992, che regolamenta l’istituto.

La successivacircolare n. 1/E del 12 febbraio scorso ne delinea gli ambiti e chiarisce le modalità applicative di tali novità, che avranno efficacia per gli atti notificati al contribuente a decorrere dal prossimo 2 marzo 2014. 
Vediamo in sintesi gli aspetti approfonditi nel documento di prassi dell’Agenzia.
In primo luogo, la presentazione del reclamo diviene condizione di procedibilità del ricorso, anziché di ammissibilità, come invece era disposto nella versione ante modifiche. Ciò ha evidenti risvolti in ambito procedimentale, atteso che gli eventuali comportamenti non conformi del contribuente “frettoloso” potranno essere sostanzialmente sanati nel corso dell’iter ordinario.

Si pensi al ricorrente che proceda al deposito del ricorso in Ctp senza la previa presentazione dell’istanza di mediazione presso l’Ufficio, ovvero che formuli richiesta della stessa non attendendo, per costituirsi in giudizio, il riscontro dell’Agenzia nel termine di 90 giorni: in questi casi, con l’eccezione di improcedibilità vi sarà una sostanziale sanatoria del vizio di procedura, atteso che la Commissione dovrà, verificata tale condizione, rinviare l’udienza per consentire comunque alle parti l’esperimento della mediazione stessa, con evidente maggiore tutela del diritto di difesa del contribuente rispetto alla situazione ante modifiche. Tale condizione, viene precisato, è valida anche per gli atti emessi dall’Agente della Riscossione.

Un altro aspetto trattato nella circolare in commento è quello dell’efficacia della mediazione con riferimento ai contributi previdenziali ed assistenziali, la cui base imponibile è riconducibile a quella delle imposte sui redditi; ci si riferisce, in particolare, alle mediazioni relative ad avvisi di accertamento o iscrizioni a ruolo conseguenti a liquidazione o controllo formale delle dichiarazioni. 
Questa pare più che altro una conferma, attesa la medesima indicazione sul punto nella precedente circolare n.9/E del 2012 , al punto 1.4.

Pertanto, tutti gli avvisi impugnati che abbiano riflessi anche sui contributi previdenziali, potranno rientrare nell’alveo del procedimento di mediazione. Sulle somme dovute a tale titolo, non si applicano sanzioni e interessi.
Un terzo aspetto di novità riguarda la sospensione ex lege dell’esecuzione sulle somme dovute in pendenza di reclamo: a seguito della presentazione dell’istanza, l’Ufficio non procederà ad affidare il carico (in caso di accertamento esecutivo), ovvero comunicherà all’Agente della Riscossione la sospensione della riscossione stessa, se l’atto impugnato è un ruolo, non procedendo ad iscrizione in tutti gli altri casi.
Anche questa misura va nella direzione di una migliore tutela del contribuente, attesa l’attivazione de plano della sospensione, prima devoluta ad una esplicita richiesta di parte in calce all’istanza.

Dunque, anche in questo caso, una riduzione dei formalismi a beneficio di una più compiuta possibilità di effettiva difesa.
Da ultimo, un importante chiarimento in merito al decorso dei termini per la costituzione in giudizio: l’articolo 1, comma 611 della legge n.147 del 2013 ha eliminato i periodi della norma in base ai quali si prevedeva che, qualora l’Agenzia avesse respinto il reclamo in data antecedente al periodo dei 90 giorni previsti, i termini per ricorrere sarebbero decorsi dalla data di ricevimento del diniego. Quindi, indipendentemente dall’esito della mediazione, con la presentazione dell’istanza i termini per la costituzione in giudizio di cui agli articoli 22 e 23 del Dlgs 546/1992 decorrono dal compimento dei 90 giorni dal ricevimento del reclamo da parte dell’Ufficio. Un ulteriore tassello a favore delle difese tecniche e dell’allungamento dei tempi di avvio del ricorso in Commissione.
In conclusione, con la mediazione tributaria il legislatore ha introdotto uno strumento effettivamente in grado di ridurre i contenziosi pendenti nelle Commissioni tributarie di ogni grado; anche le ultime novità introdotte con la legge di Stabilità paiono andare nella giusta direzione.

A tutti questi sforzi, necessari per dare efficacia e coerenza allo strumento, si dovrà necessariamente accompagnare un atteggiamento genuinamente partecipe da parte dei funzionari delle Entrate coinvolti, al fine di instaurare un’effettiva mediazione. Un tassello del mosaico che, dalle esperienze sul campo di questo primo periodo di applicazione, non sempre è stato presente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Condividi