Liquidazione giudiziale ed effetti sui rapporti di lavoro

Liquidazione giudiziale ed effetti sui rapporti di lavoro

Riforma Rordorf: vademecum per la gestione dei contratti di lavoro dipendente

La tua azienda è sottoposta a liquidazione giudiziale e ti chiedi quali siano i risvolti pratici per la gestione del personale dipendente?

Il nuovo codice sulla crisi d’impresa e dell’insolvenza, da poco approvato dal Consiglio dei Ministri, fornisce un quadro completo dell’iter da seguire.

Con la sentenza dichiarativa dello stato di apertura della liquidazione giudiziale i rapporti di lavoro rimangono sospesi fino a quando il curatore non provvede a comunicarne il subentro ai lavoratori. Possono pertanto prospettarsi due scenari:

  • Se il curatore rescinde dai rapporti di lavoro, il recesso ha effetto dalla data di apertura della liquidazione.
  • Se il curatore subentra nei rapporti di lavoro, l’effetto di tale subentro decorre dalla comunicazione effettuata dal medesimo ai lavoratori.

Il curatore è comunque tenuto a comunicare all’Ispettorato del Lavoro l’elenco dei lavoratori in forza al momento dell’apertura della liquidazione.

Qualora non sussistano i presupposti per la continuazione o per il trasferimento dell’azienda, il curatore procede al recesso dai relativi rapporti di lavoro.

Decorso inutilmente il termine di quattro mesi dall’apertura della liquidazione senza che il curatore ne abbia comunicato il subentro, i rapporti di lavoro si intendo risolti con decorrenza dalla data di apertura della liquidazione.

Se sussistono possibilità di ripresa o trasferimento, il curatore (o il singolo lavoratore) può presentare un’istanza di proroga del medesimo termine.

Al termine della proroga, se nessuna azione è stata posta in essere, i rapporti di lavoro sospesi si intendo risolti; per ciascun lavoratore è prevista l’erogazione di un’indennità non soggetta a contribuzione di importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr, in misura non inferiore a due e non superiore a otto.

Decorsi quattro mesi dall’apertura della liquidazione giudiziale, le eventuali dimissioni del lavoratore si intendono rassegnate per giusta causa.

Nel caso in cui il curatore intenda procedere al licenziamento collettivo, è necessario seguire il seguente iter:

  • Il curatore deve darne comunicazione preventiva alle RSA ovvero RSU e alle associazioni di categoria
  • Nella comunicazione è necessario dare evidenza dei motivi che determinano l’eccedenza di personale
  • Entro sette giorni viene formulata al curatore istanza per l’esame congiunto e la consultazione si intende esaurita decorsi dieci giorni dal suo inizio.

Rispetto al testo originario, è stata eliminata l’erogazione della Naspi Lg durante il periodo di sospensione dall’attività lavorativa, la cui durata può protrarsi sino ad otto mesi.


Per tali lavoratori, pur essendo in forza presso l’azienda sottoposta a liquidazione, non è prevista la corresponsione di nessuna forma di sostegno al reddito.


Elena Zeni

Consulente del Lavoro
iscritta all’Albo provinciale di Cremona al n. 210

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