Un aiuto alla liquidità d’impresa: il Lease Back

Un aiuto alla liquidità d’impresa: il Lease Back

Opportunità finanziaria per le imprese

Il Lease Back: le imprese in difficoltà finanziaria a causa della pandemia potrebbero trovare respiro in questa forma contrattuale atipica e poco conosciuta.

Ma è necessario porre attenzione a tutti gli aspetti dell’operazione.

Il Sale & Lease Back è una forma contrattuale atipica che consiste nella cessione di un bene strumentale all’attività di impresa (immobile o mobile che sia) ad una società di leasing, la quale contestualmente retrocede il bene in locazione finanziaria alla società cedente. La società cedente incassa dalla società di leasing il prezzo di vendita, a fronte della corresponsione al concedente di un canone periodico per l’utilizzo del bene; bene che rimane in suo possesso e sul quale si riserva di esercitare il diritto di riscatto al termine del contratto per una cifra pattuita.

La velocità di accesso alle risorse viene pertanto controbilanciata dalla cessione a terzi a titolo di proprietà del bene sottostante il contratto.

Lease back, aspetti rilevanti

Due sono gli aspetti rilevanti in un’operazione di lease back:

  • gli effetti di natura finanziaria;
  • gli effetti di natura fiscale.

Con riferimento al primo punto, il contratto di lease back si configura a tutti gli effetti come un’operazione di finanziamento, animata dallo scopo di reperire nell’immediato, al di fuori dai tradizionali canali di approvvigionamento, un ammontare di risorse da destinare alle esigenze di liquidità dell’impresa, (più che mai avvertite ed aggravate dall’attuale situazione emergenziale contingente), siano esse da destinare alla gestione corrente del capitale circolante, piuttosto che verso nuovi investimenti.

Dall’altra parte, l’utilizzo del cespite (che rimane nella disponibilità, sebbene non nella proprietà, dell’impresa cedente) avviene a fronte di un corrispettivo periodico e dunque dilazionato nel tempo

Dal punto di vista civilistico, l’informativa su un’iniziativa di questo tipo è dovuta nella nota integrativa al bilancio d’esercizio.

Sebbene, ai fini di un corretto calcolo degli indici (di merito creditizio, di allerta della crisi, …), il cespite è comunque considerato come componente attiva, a fronte del relativo debito residuo vantato dal concedente.

Il secondo aspetto da ottimizzare per rendere appetibile una simile operazione è quello fiscale

La cessione del cespite al concedente si traduce nell’emersione di una differenza economica tra il valore netto contabile del bene (dato dal costo storico al netto degli ammortamenti fiscalmente riconosciuti) e il prezzo di vendita. In caso di valore negativo, si configura una minusvalenza, la quale, ai fini delle imposte sui redditi, sarà integralmente dedotta nell’esercizio di realizzo (ossia di intervenuta cessione). Qualora invece la differenza sia positiva, ne emergerà una plusvalenza, ad imponibilità ripartita in quote annuali sull’intera durata del contratto di locazione finanziaria.

L’effetto della cessione va valutato considerando inoltre l’opportunità di interrompere il processo di ammortamento, sostituendolo con la deduzione dei canoni nelle loro diverse componenti di costo e di oneri finanziari (con precisi limiti alla deducibilità di questi ultimi).

L’opportunità dell’operazione è dunque da valutare a tutto tondo; la liquidità immediatamente ricavabile, sebbene di primaria necessità nel momento attuale, non può essere dunque il solo fattore di convenienza di un’operazione di sales & lease back.

Dott. Marco Martinenghi

Collaboratore

nexus

www.nexus-stp.it

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