Le procedure d’allerta aprono nuovi scenari per i professionisti dell’area economico-giuridica

Le procedure d’allerta aprono nuovi scenari per i professionisti dell’area economico-giuridica

Le procedure d’allerta aprono nuovi scenari: i professionisti tornano al centro. Potrebbe essere questo un sottotitolo di commento per le misure introdotte dal nuovo Codice della crisi d’impresa, in particolar modo per quanto riguarda la novità assoluta prevista dalla procedura di allerta, ovvero quel meccanismo che dovrà indurre le imprese ad anticipare la risoluzione dei loro problemi economico-finanziari.

Che cosa è cambiato?

Il fatto che l’imprenditore troverà un argine preventivo alla sua crisi, per evitare che la stessa si trasformi in qualcosa di più serio ed irreversibile, e questo argine è costituito dal meccanismo dell’allerta, voluto dal Legislatore per consentire una maggiore salvaguardia delle imprese in difficoltà e, da ultimo, di tutto il sistema economico e produttivo.

Come funziona la procedura di allerta?

Viene messo al centro del funzionamento la segnalazione che dovrà essere fatta dall’organo di controllo, revisore unico o collegio sindacale, che diviene obbligatorio anche per le società di modeste dimensioni (sopra i 2 milioni di volume d’affari, o d’attivo patrimoniale, ovvero con un numero di dipendenti superiore alle 10 unità).

L’organo di controllo avrà la responsabilità di attivare la procedura al superamento da parte dell’impresa di una serie di parametri rivelatori dello stato di tensione economica-finanziaria.

La procedura dovrà essere avviata, al superamento di determinati parametri, anche su impulso dei creditori pubblici qualificati (Agenzia Entrate, Inps, Agente della Riscossione), pena il danno della perdita del privilegio sul credito tributario e contributivo, o d’iniziativa dello stesso creditore.

A fronte di tale tempestiva attivazione, sono previste per l’impresa alcune agevolazioni in termini di minori interessi e sanzioni sul carico tributario, ovvero esclusioni di problematiche penali a carico degli amministratori che si attivino tempestivamente.

Chi si occupa della gestione dell’allerta?

L’allerta sarà gestita da un Organismo di Composizione della Crisi d’impresa (OCRI), che si insedierà in ogni Camera di Commercio territoriale, composto da un collegio di tre esperti che dovranno valutare la situazione dell’impresa segnalata in modo riservato e confidenziale, al fine di individuare le azioni necessarie al superamento dell’impasse.

Questo scenario innovativo porta alla ribalta i professionisti dell’area economico-giuridica, principalmente commercialisti, ma anche avvocati, chiamati a raccogliere una sfida importante:

  • contribuire alla fase di prevenzione della crisi con una puntuale pianificazione organizzativa e finanziaria nelle aziende, come consulenti e come membri dell’organo di controllo, essendo poi centrali nella procedura di allerta, in qualità di esperti che comporranno l’Organismo di composizione della crisi.

A queste importanti nuove prerogative, messe nero su bianco da una normativa finalmente non equivoca che dovrà certamente essere declinata nella pratica operativa, si aggiunge anche il fatto che il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti è stato investito dal Legislatore del cruciale compito di individuare e stabilire i parametri di bilancio da porre a riferimento generale degli operatori, superati i quali scattano le misure di allerta previste dal nuovo Codice della crisi.

Da ultimo, sempre un esperto indipendente avrà il compito di rilasciare due importanti attestazioni, al ricorrere dei due seguenti casi:

  • Se l’impresa è in forte tensione finanziaria e supera i parametri soglia come sopra definiti, vi potrà essere una dichiarazione resa da un professionista indipendente che potrà giustificare la maggiore idoneità di altri parametri per la rappresentazione della realtà aziendale specifica, disinnescando il procedimento di allerta;
  • In caso di società con parametri negativi e tali da giustificare l’avvio della procedura di allerta, ma che vanta contemporaneamente crediti d’imposta o verso la Pubblica Amministrazione scaduti da oltre novanta giorni e tali da consentire il rientro sotto soglia degli stessi parametri, vi potrà essere l’attestazione resa dall’organo di controllo o da un professionista che consentirà l’archiviazione del procedimento d’allerta.

 

Concludendo, sembra davvero che il Legislatore abbia messo i professionisti al centro del sistema di prevenzione delle crisi di impresa, sotto i diversi aspetti evidenziati.

Spetterà a tutti noi il compito di raccogliere questa difficile ed avvincente sfida professionale.

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