Dall’iper/super ammortamento al credito d’imposta

Dall’iper/super ammortamento al credito d’imposta

La Legge di Bilancio 2020 (L. n. 160 del 27 dicembre 2019) trasforma la maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto di nuovi beni strumentali interconnessi in credito d’imposta.

La Legge di Bilancio 2020 ha profondamente modificato la disciplina volta a favorire gli investimenti in processi di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese

La previgente disposizione, tutt’ora applicabile ai beni strumentali prenotati con ordine confermato dal fornitore ed acconto pari ad almeno il 20% del costo versato entro il 31.12.2019, viene oggi superata dall’introduzione di un credito d’imposta.

A fronte di un minor risparmio d’imposta complessivo, la misura persegue l’obiettivo di allargare la platea dei possibili beneficiari a tutti i soggetti economici residenti, con particolare riguardo alle PMI (in considerazione dell’abbassamento della soglia degli investimenti agevolabili), nonché ai professionisti e a coloro che determinano il reddito con modalità differenti da quella analitica (es. forfetario), a condizione che il bene sia utilizzato in strutture ubicate nel territorio dello Stato e che siano rispettate la regolarità contributiva e le norme in tema di sicurezza sul lavoro specifiche del settore d’opera.

L’agevolazione è concessa in misura differenziata in relazione alla tipologia di bene oggetto di acquisizione:

1. per i beni materiali interconnessi controllati da sistemi computerizzati (Tab. A, Legge n. 232/2016 – ex iper ammortamento beni materiali): 

  • 40% del costo, per investimenti fino ad € 2,5 milioni;
  • 20% del costo, per investimenti compresi dai € 2,5 milioni ad € 10 milioni;

2. per i beni immateriali quali software, applicazioni e piattaforme (Tab. B, Legge n. 232/2016 – ex iper ammortamento beni immateriali), 15% del costo, per investimenti fino ad € 700.000;

3. per gli investimenti, anche in leasing, di beni strumentali nuovi diversi da quelli ricompresi nelle tabelle sopra citate, effettuati da imprese e lavoratori autonomi (ex super ammortamento), 6% del costo, per investimenti fino ad € 2 milioni.

Con riferimento ai beni di cui ai punti 1. e 3. di cui sopra, il credito d’imposta è utilizzabile in quote annuali costanti per un periodo di 5 anni, ridotti a 3 anni con riferimento agli investimenti in beni di cui al punto 2.

L’investimento è effettuabile fino al 30 giugno 2021, previa conferma del fornitore e versamento di un acconto almeno pari al 20% del costo d’acquisto entro il 31 dicembre 2020, e deve essere accompagnato da:

  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ovvero perizia tecnica semplice o attestato di conformità (nel caso il costo unitario sia superiore ad € 300.000);
  • apposita comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico (su modello ancora in fase di definizione);
  • riferimento normativo espresso alla L. 160/2019 su ogni fattura ed ogni altro documento relativo.

Non godono dell’agevolazione:

  • i veicoli ed altri mezzi di trasporto, nemmeno se strumentali;
  • i beni con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni di cui all’allegato 3 della l. 208/2015;
  • i beni gratuitamente devolvibili da imprese operanti in particolari settori (energia, acqua, trasporti, infrastrutture, poste, telecomunicazioni, rifiuti).

Attenzione!

Il credito d’imposta non può essere oggetto di cessione o trasferimento, né i beni agevolati dismessi o trasferiti all’estero senza essere sostituiti con modelli di almeno pari caratteristiche, a pena di decadenza e restituzione del beneficio

Dott. Marco Martinenghi

Collaboratore

nexus

www.nexus-stp.it

 

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