L’impatto del virus sui bilanci 2019

L’impatto del virus sui bilanci 2019

L’epidemia potrebbe avere ricadute non trascurabili già sull’informativa dovuta in riferimento all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019.

L’art. 2427 del codice civile disciplina le informazioni obbligatorie che gli amministratori sono chiamati a fornire affinché la nota integrativa svolga appieno la propria funzione esplicativa. Tra le molteplici indicazioni, di questi tempi assume particolare rilievo la disclosure sui fatti rilevanti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio (art. 2427 c. 1 n. 22-quater c.c.), ossia quegli accadimenti, “positivi e/o negativi, che avvengono tra la data di chiusura” e il momento di redazione del progetto di bilancio da parte degli amministratori (principio contabile OIC 29, par. 11).

Il principio sopra richiamato classifica i fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio in tre distinte tipologie:

  1. “fatti che devono essere recepiti nei valori di bilancio”, i quali, essendo già esistenti alla data di riferimento del bilancio, pur avendo manifestazione successiva a tale momento, sono da rilevare nell’esercizio in chiusura, in quanto ad esso temporalmente riferibili (postulato della competenza);
  2. “fatti successivi che non devono essere recepiti nei valori di bilancio”, in quanto sorti nell’esercizio successivo e dunque di competenza di quest’ultimo;
  3. “fatti successivi che possono incidere sulla continuità aziendale”, ossia con ricadute rilevanti sul presupposto che l’azienda sia in grado di rimanere sul mercato in una prospettiva di normale funzionamento.

I fatti di questi giorni appartengono alla categoria b); non generano quindi variazioni numeriche ai prospetti quantitativi del bilancio in formazione, ma i loro effetti non possono essere taciuti quando di rilievo, ovverosia se gli utilizzatori del bilancio sarebbero indotti a valutazioni differenti avendone conoscenza, in conseguenza degli impatti immediati sulla società a livello patrimoniale, finanziario ed economico; impatti ragionevolmente stimabili durante il processo di formazione del bilancio.

È indubbio come gli aspetti economici dell’epidemia in corso siano da riferirsi all’esercizio 2020, ma, in virtù dei principi sopra menzionati, già di questi tempi gli amministratori sono chiamati a verificare la capacità operativa dell’azienda in un’ottica di continuità, con la conseguenza che qualora tale presupposto venga a mancare, gli amministratori medesimi dovranno adottare contromisure e correttivi adeguati. Tutto ciò alla luce delle nuove disposizioni recentemente introdotte dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza, le quali hanno modificato in modo non trascurabile il quadro normativo esistente, con particolare riguardo agli indici di allerta ed ai consequenziali obblighi di segnalazione.

Si rimane in attesa di eventuali provvedimenti governativi di supporto al mondo imprenditoriale, dopo le proposte di rinvio dell’approvazione del bilancio al maggior termine di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, nonché di sospensione temporanea degli obblighi di rimozione delle cause di scioglimento per perdite avanzate in queste ore in via congiunta da Confindustria e dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti.

Dott. Marco Martinenghi

Collaboratore

nexus

www.nexus-stp.it

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