Il Fisco perde due anni di proroga per gli accertamenti

Il Fisco perde due anni di proroga per gli accertamenti

Eliminata l’estensione temporale agli Uffici Finanziari per svolgere gli accertamenti a seguito della sospensione dei versamenti di imposte e contributi stabilita dallo stesso Decreto Cura Italia.

L’emergenza provocata dal Covid-19 modifica continuamente le scadenze del fisco introducendo nuovi termini, prolungamenti e rinvii.

Ha fatto molto discutere, a fronte delle sospensioni previste per tributi e contributi del periodo, il corrispondente ampliamento di due anni per i termini di decadenza e prescrizione relativi all’attività effettuata dagli stessi Uffici degli enti impositori, con un riferimento contenuto nel quarto comma dell’articolo 67 del Decreto Cura Italia.

Per i periodi d’imposta fino al 2015 i termini di prescrizione e di decadenza erano fissati al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione e al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione (omessa) avrebbe dovuto essere presentata.

Con la L. 208/2015 sono stati modificati i termini di accertamento, aventi per oggetto i periodi d’imposta successivi al 2016, al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione e al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione (omessa) avrebbe dovuto essere presentata.

Il Decreto Cura Italia è intervenuto in questo ambito, prorogando di due anni i termini di prescrizione

In termini concreti, si tratta dell’estensione temporale del potere di rettifica relativo agli accertamenti in scadenza al 31 dicembre 2020 fino a tutto il 31 dicembre 2022.

È parsa fin da subito troppo evidente la sproporzione tra il beneficio concesso ai contribuenti, pari ad una sospensione di circa tre mesi per l’attività di riscossione (gli importi dovuti andranno saldati entro il 30 giugno oppure rateizzati fino a un massimo di 5 rate) e l’estensione temporale del potere di controllo del Fisco sulle dichiarazioni, presentante ed omesse, relative a periodi d’esercizio non correlati all’emergenza Coronavirus del 2020.

Tale norma, fortemente criticata dal mondo economico e professionale, è stata modificata con l’approvazione al Senato del maxiemendamento al “Cura Italia”, in cui è stata eliminata la proroga di due anni a favore del Fisco, limitando i riferimenti all’articolo 12 del D.lgs. 159/2015 solamente ai commi 1 e 3.

Tuttavia, in entrambi i riferimenti, non vi è una linearità coerente con quanto disposto dall’articolo 67 del Decreto Cura Italia, frutto di una legiferazione sempre più confusionaria ed approssimativa.

Dott.ssa Alessandra Zani

Area contabile e fiscale – Cremona

alessandra-zani-nexus

www.nexus-stp.it

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