Finanziamenti per la formazione continua: i fondi paritetici interprofessionali

Finanziamenti per la formazione continua: i fondi paritetici interprofessionali

I fondi sono una grande possibilità per la formazione di Manager e collaboratori

I finanziamenti pubblici per la formazione continua hanno il duplice scopo di rendere sempre più competitiva l’azienda avvalendosi di personale qualificato e di tutelare il dipendente in caso di un’eventuale perdita del posto di lavoro. Lo scopo è anche quello di massimizzare le risorse economiche e ottimizzare l’efficacia degli interventi formativi.

I finanziamenti pubblici si possono raggruppare in tre macro aree:

  • Fondi paritetici interprofessionali
  • Fondo sociale europeo
  • Fondi previsti a livello locale, ministeriale, settoriale

I fondi interprofessionali sono organismi gestiti dalle organizzazioni che rappresentano da un lato i datori di lavoro e dall’altro i lavoratori al fine di poter offrire alle aziende aderenti risorse per finanziare i fabbisogni di formazione.

L’adesione al fondo è libera a prescindere dal settore merceologico di inquadramento.

Le risorse derivano dalla canalizzazione dei versamenti obbligatori da parte delle aziende. In particolare, la  L. n.388 del 2000 ha previsto che le imprese possano destinare la quota dello 0,30% dei contributi versati all’INPS (“contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”) ad uno dei Fondi Paritetici Interprofessionali, attraverso il modello Uniemens. I datori di lavoro possono aderire ad un solo fondo per operai, impiegati e quadri; è possibile aderire ad un secondo fondo solo per la formazione dei dirigenti.

L’adesione/revoca al fondo interprofessionale è possibile in qualsiasi momento a meno che non vi siano piani formativi in corso di realizzazione.

I fondi, a seconda di quanto disciplinato da ciascun singolo regolamento istitutivo, si suddividono in tre gruppi:

  • Fondi di tipo contributivo (le aziende ricevono risorse per la formazione in funzione di quanto si versa)
  • Fondi di tipo mutualistico (a seguito di pubblicazioni di avvisi si possono ricevere risorse sensibilmente maggiori rispetto a quanto è stato versato)
  • Fondi con un approccio misto (in parte contributivo e in parte mutualistico)

Attraverso i fondi interprofessionali è possibile attivare dei conti di rete; attraverso tale soluzione, si fornisce la possibilità ad un gruppo di aziende di versare i contributi in un “cassetto” comune e di utilizzare le risorse per finanziare la formazione dei dipendenti delle aziende partecipanti. Requisito per il mantenimento in essere dei contratti di rete è che tutte le aziende partecipate usufruiscono delle risorse accantonante presso il fondo in proporzione a quanto versato.

I piani formativi attuabili possono essere di quattro tipi: aziendali, interaziendali, settoriali e individuali.

I destinatari della formazione sono tutti i lavoratori per i quali è previsto il versamento del contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria.

Le modalità formative ammesse sono molteplici:

  • Formazione d’aula
  • Formazione individuale, affiancamento
  • Coaching
  • Gruppi di studio
  • Esperienza fuori dall’azienda
  • Formazione a distanza (e-learing)

Informazioni dettagliate sono presenti sulle pagine di ciascun singolo fondo.

 

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