Esecuzioni immobiliari: esclusione del privilegio per le spese del fallimento intervenuto

Esecuzioni immobiliari: esclusione del privilegio per le spese del fallimento intervenuto

È sempre necessario dimostrare la funzionalità degli oneri al soddisfacimento dei creditori

Il Tribunale ordinario di Mantova, confermando l’indirizzo già adottato dal Tribunale di Aosta, si è espresso con un’ordinanza del febbraio 2018 rimarcando che ai fini del riconoscimento del privilegio ex art 2770 c.c. vi è la necessità della correlazione tra le spese sostenute nella procedura esecutiva e la loro strumentalità al miglior realizzo del bene pignorato nell’interesse dei creditori.

Il Tribunale mantovano è stato chiamato ad esprimersi in merito all’osservazione promossa dal creditore fondiario, in sede di presentazione del progetto di distribuzione da parte del Professionista Delegato, circa l’attribuzione del privilegio ex art. 2770 c.c. al Fallimento del debitore esecutato per il compenso del Curatore nonché del legale da quest’ultimo incaricato, nell’interesse della Procedura. Nel caso di specie, il creditore fondiario eccepiva l’assenza della funzionalità delle suddette spese alla liquidazione dei beni oggetto della procedura esecutiva e riteneva pertanto non corretta la collocazione preferenziale attribuita dal Professionista Delegato.

 

È utile ribadire che, ai sensi dell’art 2770 c.c., il privilegio sul ricavato della vendita è riconosciuto alle sole “spese di giustizia fatte per atti conservativi o per l’espropriazione di beni immobili nell’interesse comune dei creditori”. Pertanto, è evidente che, in sede di progetto di distribuzione, il Professionista incaricato debba vagliare l’esistenza di tale requisito.

 

Nel caso in esame, i magistrati virgiliani hanno ritenuto fondate e meritevoli le osservazioni promosse dal creditore fondiario, dichiarando che nessuna spesa esposta dalla Curatela è stata sostenuta nell’interesse comune dei creditori e che pertanto nessuna somma, essendo le stesse nemmeno sufficienti per il pagamento del creditore fondiario, dovesse essere attribuita al Fallimento.

 

Concludendo, è inoltre importante sottolineare che le somme assegnate dalla Procedura esecutiva al creditore fondiario hanno carattere di provvisorietà, in quanto solo in sede fallimentare si avrà la determinazione della massa attiva (comprensiva del ricavato della procedura esecutiva) e della massa passiva (comprensiva del debito fondiario) e quindi la definitiva assegnazione delle somme nel rispetto della cosiddetta par condicio creditorum verso l’universalità dei creditori del fallito.

 

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