Ecobonus, possibilità di cessione del credito fiscale a fronte di uno sconto in fattura

Ecobonus, possibilità di cessione del credito fiscale a fronte di uno sconto in fattura

Il c.d. Decreto crescita (convertito in legge 58/2019) ha modificato l’art 14 del DL 63/2013, prevedendo al comma 3, la possibilità per i beneficiari dell’Ecobonus di poter optare per uno sconto direttamente nella fattura fatta dal fornitore che ha effettuato gli interventi di risparmio energetico “qualificato” o di riduzione del rischio sismico.

Prima del Decreto crescita gli interventi volti all’aumento del risparmio energetico e di riduzione del rischio sismico sulle unità immobiliari e sulle parti comuni di edifici condominiali, davano il diritto ai soggetti commissionari dei lavori, a una detrazione d’imposta in misura percentuale rispetto costo sostenuto da frazionare in un lasso temporale di 5 o 10 anni.

Ora i soggetti che commissioneranno questo tipo di interventi potranno richiedere direttamente a chi ha effettuato questi lavori uno sconto su totale a loro dovuto pari all’ammontare della detrazione fiscale non attualizzata.

Gli interventi volti all’aumento del risparmio energetico e alla riduzione del rischio sismico che danno questa facoltà sono:

  • tutti gli interventi di risparmio energetico qualificato detraibili al 50-60-70-75% in 10 anni;
  • misure antisismiche, realizzate sulle parti comuni e finalizzate congiuntamente alla riqualificazione energetica detraibili al 80% e 85% in 10 anni;
  • acquisto di unità immobiliari, soggette a misure antisismiche, da imprese di costruzione o ristrutturazione con demolizione e conseguente ricostruzione, con detraibilità 75% o 85% in 5 anni;
  • misure antisismiche realizzate su immobili abitativi o produttivi detraibili al 50%, 70% o 80% in 5 anni;
  • misure antisismiche realizzate su parti comuni condominiali, detraibili 75% o 85% in 5 anni.

Al fornitore del servizio, che ha applicato questa riduzione del prezzo, verrà riconosciuto un credito d’imposta da poter utilizzare in compensazione in cinque quote annuali di pari importo.

Esso, a sua volta, avrà la facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi. Questa ulteriore e definitiva cessione non potrà avere come destinatario finale del credito un intermediario finanziario o un istituto di credito.

Il Decreto Crescita, con questa novità, favorisce gli interventi di riqualificazione di edifici

Questa novità introdotta dal Decreto Crescita volta a favorire gli interventi di riqualificazione di edifici, sia dal punto di vista del risparmio energetico sia dal punto di vista dell’adeguamento degli edifici alle norme antisismiche, potrebbe però avere ripercussioni negative dal lato dei fornitori di questo tipo di servizi, specialmente per quelli di più piccole dimensioni. In quanto, a fronte di un’anticipazione di liquidità ai propri clienti, per poter poi recuperare il credito d’imposta, il fornitore dovrà disporre di una sufficiente capienza fiscale.

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Dott.ssa Cristina Premi

Dottore Commercialista

www.nexus-stp.it

 

 

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