Credito d’imposta 2020

Credito d’imposta 2020

L’assenza del riferimento normativo compromette la fruizione del credito d’imposta?

Con la finanziaria 2020 sono stati riconosciuti 2 crediti d’imposta a favore degli investimenti in beni materiali e immateriali “impresa 4.0” similari ai precedenti iper/maxi ammortamento, volti ad incrementare il costo d’acquisto del bene per portare in deduzione una maggior quota d’ammortamento.

I nuovi crediti d’imposta interessano gli investimenti effettuati nel 2020. Ovvero, entro il 30.6.2021 a condizione sia stato versato un acconto pari al 20% del costo totale del bene.

Il credito d’imposta che sostituisce l’iper ammortamento, esclusivamente per le imprese, è soggetto ad un limite massimo di costi plausibili pari a € 10 milioni. Varia in base al costo sostenuto, consentendo il riconoscimento di un credito di imposta del 40% fino a € 2,5 milioni, 20% da € 2,5 a € 10 milioni.

Condizione necessaria è che il bene oggetto d’acquisto sia interconnesso con il sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. In termini concreti deve essere identificato univocamente e scambiare informazioni con sistemi interni e/o esterni.

Le tempistiche dell’interconnessione, qualora quest’ultima si realizzi nell’esercizio successivo a quello di entrata in funzione del bene, consentono comunque al contribuente di beneficiare nel frattempo del credito d’imposta previsto per i beni ammortizzabili non interconnessi, interessati dall’antecedente maxi ammortamento e per quest’anno agevolati con un credito d’imposta nella misura del 6%.

Beneficio fiscale e riferimento normativo

La norma per la fruizione del credito d’imposta prevede l’obbligo d’indicare in fattura i dati normativi.

Conseguenza inevitabile in sede di controllo della mancata segnalazione sulla fattura del riferimento normativo ai crediti d’imposta è la revoca del beneficio in quanto illegittimo data l’assenza della dicitura nella fattura di acquisto del bene.

È consentita al contribuente la regolarizzazione della fattura sia in formato cartaceo che elettronico.

Nel primo caso è necessario riportare il riferimento normativo con scrittura indelebile (anche mediante timbro). Nel caso di fattura in formato elettronico può essere prodotta una stampa cartacea con il riporto del riferimento al credito d’imposta indelebile. In alternativa bisogna procedere all’integrazione elettronica che dovrà essere allegata e conservata con il documento originale.

La procedura di regolarizzazione, che deve necessariamente essere gestita dall’impresa beneficiaria del credito di imposta, non può avviarsi successivamente alla data di avvio della possibile attività di controllo a capo dell’Ade.

Dott.ssa Alessandra Zani

Area contabile e fiscale – Cremona

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www.nexus-stp.it

 

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