È legittimo cedere l’azienda o un suo ramo, nella fase iniziale della Procedura?

È legittimo cedere l’azienda o un suo ramo, nella fase iniziale della Procedura?

La giurisprudenza si è recentemente imbattuta in un tema molto concreto e di stretta attualità per la gestione delle crisi di impresa.

Si è cercato di dare risposta alle istanze di imprenditori già approdati alla soglia del Tribunale, con una procedura di concordato preventivo già avviata.

Cosa fare quando si presentano acquirenti interessati all’acquisto dell’Azienda? E’ legittimo procedere alla cessione?


In linea generale, verrebbe da rispondere affermativamente, ma la legge fallimentare impone sempre molti distinguo, da calare nel concreto del singolo caso.

Proprio per questo si possono osservare due Tribunali, (Busto Arsizio e Milano), che, chiamati a pronunciarsi su casi simili, hanno definito provvedimenti pratici molto diversi.

  • Nel primo caso, a Busto Arsizio, è stata autorizzata la cessione d’azienda con una procedura competitiva semplificata, con tempi ridotti per intercettare l’urgenza manifestata dal debitore e riscontrata come apprezzabile nella sua veridicità dai Giudici.
  • Nel caso sottoposto poche settimane dopo ai magistrati del capoluogo lombardo, l’autorizzazione alla cessione d’azienda è stata negata, in quanto le motivazioni di urgenza addotte dal debitore non hanno convinto il Tribunale che ha ritenuto mancassero alcune informazioni essenziali.

Inoltre, le tempistiche per l’acquisto, proposte dal potenziale acquirente non consentivano l’avvio di una procedura competitiva, come previsto, requisito ritenuto essenziale dalla giurisprudenza prevalente sul punto.

 

Esiste però un filo logico che lega queste sentenze: è sempre possibile procedere alla cessione d’azienda durante la fase di concordato in bianco ma è necessario dimostrare le effettive ragioni d’urgenza richiamate dalla norma e, soprattutto, garantire sempre il principio di competitività, nell’interesse dei creditori.

Il tutto va contestualizzato nell’ottica di consentire a nuovi imprenditori di sviluppare e proseguire con profitto l’attività, trattenendo il personale più qualificato, fronteggiando la concorrenza e scongiurando la perdita reputazionale.

Oltre a ciò è essenziale determinare un prezzo tale da attivare una procedura competitiva tra altri potenziali interessati.

Riguardo a questo, il Tribunale di Bolzano ha ritenuto  non necessaria la stima di un perito nominato ad hoc, perché già presente un’offerta irrevocabile di acquisto da parte di un soggetto interessato tale da attivare la possibilità di rilancio da parte di altri concorrenti.

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