Acconti 2019: quali modalità di calcolo?

Acconti 2019: quali modalità di calcolo?

Il Decreto Fiscale 2020 ha modificato le regole di determinazione degli acconti IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva, cedolare secca, IVIE e IVAFE relative all’anno 2019.

Il D.L. 124/2019 cd. “Collegato alla Finanziaria 2020” ha modificato le modalità di versamento degli acconti IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva, cedolare secca, IVIE e IVAFE dovuti nell’esercizio corrente per l’anno di imposta 2019

L’art. 58 del succitato decreto ha infatti previsto una riduzione della seconda rata di acconto in scadenza entro il prossimo 2 dicembre (il termine ordinario del 30 novembre cade invero di sabato) al 50%, anziché nella misura ordinaria del 60% dell’imposta complessivamente dovuta per l’anno precedente (metodo storico) o calcolata sul minor reddito previsto nell’anno corrente (metodo previsionale). 

La nuova disposizione, che a regime prevede quindi il versamento di due rate di pari importo, si applica in via espressa ai contribuenti per i quali era stata disposta la proroga dei versamenti al 30 settembre 2019, ossia coloro che:

  • esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, le attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA, a prescindere dall’applicazione o meno di questi;
  • dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascun ISA dal relativo decreto ministeriale.

L’Agenzia delle Entrate ha poi chiarito, con la Risoluzione n. 93/E del 12 novembre 2019, che la modifica si applica anche ai contribuenti:

  • in regime dei minimi o forfetario;
  • che determinano il reddito con criteri forfetari di altro tipo;
  • che ricadono in una causa di esclusione dall’applicazione degli ISA;
  • cd. “collegati”, ossia i soci di società di persone o di società di capitali trasparenti, gli associati e i collaboratori familiari di soggetti ISA.

Coloro che rientrano nelle categorie sopra indicate, dunque, a partire dal prossimo anno, saranno chiamati a versare due rate di pari importo nella misura del 50%, anziché nelle tradizionali proporzioni 40%-60%, che rimangono invece valide per tutti gli altri contribuenti, ossia non soggetti ISA, non forfetari né minimi. In egual modo, coloro i quali sono tenuti al versamento IRPEF in unica soluzione per effetto di acconto inferiore ad € 257,52, se rientrano nelle categorie sopra indicate verseranno in misura pari al 90%, oppure nella misura del 100% se non vi rientrano.

Sempre l’Agenzia ha inoltre provveduto a fugare ogni dubbio, chiarendo che la rimodulazione degli acconti si applica anche:

  • all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e IRAP;
  • alla cedolare secca sui canoni di locazione;
  • alle imposte dovute sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) e/o sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE).

Si precisa che, in un’ottica di semplificazione, è comunque possibile per il contribuente rinunciare alla norma di favore, eseguendo i versamenti nell’originaria misura del 60%, “fatto salvo quanto eventualmente già versato per l’esercizio in corso con la prima rata di acconto”.

 

Dott. Marco Martinenghi

Collaboratore

nexus

www.nexus-stp.it

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